domenica 22 febbraio 2009

CLASSIFICA DEI VINCITORI DEL PREMIO LETTERARIO "DOVE CI PORTA IL CUORE" 1° EDIZIONE FEBBRAIO 2009 INDETTO DA ALTRAMUSA.COM

Esito del concorso letterario "Dove ci porta il cuore"

18 Feb 2009

Il voto della redazione
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Poesia / racconti di Redazione
Informiamo gli utenti che si sono conclusi i lavori per la selezione dei vincitori del 1° concorso di poesia indetto da AltraMusa, piccolo salotto letterario, intitolato "Dove ci porta il cuore".



Tre le sezioni previste: "Quindici parole per dirti ti amo", "Vernacolo innamorato", "Parlami d'amore".
La prima sezione era riservata a testi composti da non più di 15 parole; la seconda a testi in vernacolo composti da non più di 10 versi; la terza a testi in lingua italiana composti da non più di 20 versi.



Questi i nomi dei vincitori.



Sezione "Quindici parole per dirti Ti amo": Araminta, con il testo "Dell'amore".



Sezione "Vernacolo innamorato": Giuseppe Iannarelli, con il testo "'O male d'ammore".



Sezione "Parlami d'amore": Cinzia Dini, con il testo "L'ombra nel cuore".








Araminta



Dell'amore



Dell'amore
non butto via niente
neanche
il solo desiderio
di sfiorarti
per una volta







Giuseppe Iannarelli



'O male d'ammore



Guardanne 'nu juorno
dint' all'uocchie toje,
'na smania m'appicciaie 'o core.
Nun magno e nun me moro 'e famma,
nun arreposo e nun me moro 'e suonno,
e 'nu pensiero me dice: " cchisto è singo 'e pazzia".
Ma chi l'avuta già 'sta malattia me dice:
"Statte scuitato, chisto è l'ammore,
nun ce stà 'na cura pe' 'sto malanno,
sulo chi l'ha azzeccato t' 'o po' levà..."







Cinzia Dini



L'ombra nel cuore



Sto lì, in disparte,
mentre il silenzio
fa da maschera
ad ogni mio respiro.



Ma, lo sguardo,
s'aggrappa ad un soffio di vento
e, lontano da me,
s'avvicina a te.



Mai avrà una parola da dirti...
Sempre nascoste terrà le dita per non sfiorarti
perché, una sola tua occhiata, non s'accosti a me
e veda la miseria che scolpisce la mia vita.



Il tempo
invecchierà
imbastendo pieghe
sul mio viso,



tu però resterai
sempre nel cuore
con l'ombra
di un prezioso ricordo.







Verbale dei lavori



Il concorso, gratuito ed aperto a tutti gli iscritti al sito AltraMusa, è stato indetto in data 25 gennaio 2009.
Il numero degli autori partecipanti alle tre sezioni è stato di 95. I testi pervenuti tramite email alla redazione erano così suddivisi: 62 per la sezione "Parlami d'amore"; 29 per la sezione "Quindici parole per dirti Ti amo"; 6 per la sezione "Vernacolo innamorato".

La differenza rispetto al numero totale dei partecipanti è dovuta al fatto che era possibile inviare più testi per ogni sezione.



Alla scadenza del termine di partecipazione, fissato all'11 febbraio c.a., tutti i testi sono stati raccolti dal redattore Grisby60 che ha provveduto ad inserirli in un database eliminando i nomi degli autori e sostituendoli con numeri progressivi.

Sono state quindi create altrettante copie recapitate a tutti i redattori di AltraMusa.
Ogni redattore ha apposto, accanto ad ogni testo, la sua valutazione numerica (da 0 a 50 punti).



In data 15 febbraio le copie del database compilate dai redattori sono state rispedite a Grisby60 che, tramite foglio elettronico, ha estrapolato i testi più votati per ogni sezione.
Poiché si sono verificati dei pari-merito, per la sezione "Quindici parole per dirti Ti amo" sono stati estratti 6 testi; per la sezione "Vernacolo innamorato" sono stati selezionati 3 testi; per la sezione "Parlami d'amore" sono stati enucleati 5 testi.



Tutto il materiale è stato quindi inoltrato tramite posta elettronica al presidente della giuria, il noto poeta Antonio Spagnuolo, il quale ha provveduto a scegliere le poesie vincitrici ed a rimandarle a Grisby60 che, infine, ha sostituito i numeri contrassegnanti gli autori con i relativi nomi completi.



Nell'esprimere compiacimento per il livello complessivo dei testi partecipanti al concorso e nel ringraziare il presidente della giuria, Antonio Spagnuolo, per la solerzia e per la generosa competenza, la redazione di AltraMusa desidera segnalare anche i seguenti autori, che si sono distinti per la qualità degli scritti inviati:



per la sezione "Quindici parole per dirti Ti amo", Patrizia Sgura con "Tanka";

per la sezione "Vernacolo innamorato": Giovanni Lo Curto con "Solo per te";

per la sezione "Parlami d'amore": Donatella Maino con "L'ansito mio del mare".





Queste le miniature degli attestati che saranno inviati tramite email ai 3 vincitori del concorso. A tutti gli altri un grazioso ricordo della manifestazione.




Nota redazionale: questo post resterà in linea sulla prima pagina del sito AltraMusa fino al prossimo 28 febbraio.

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domenica 15 febbraio 2009

"POESIA" dall'antologia "INCANTESIMO" di Giuseppe Iannarelli

POESIA

Ti chiamerò figlia,
perché ti ho creata.
Ti amerò come donna,
perché io ti ho desiderata
così:
semplice,
orgogliosa
e vera.
Ti lascerò al mondo
forse anonima,
come granello di sabbia,
oppure onda di mare,
piuma al vento,
che ti porterà via
forse in alto,
fino al cielo,
forse in basso,
dove tutto resta niente.
Vorrei nasconderti
e tenerti mia;
ma non saresti poesia.
Ti lascerò al mondo:
bella,
nuda,
pulita
e sarai meretrice.
Tutti ti avranno
forse a caro prezzo,
forse per un soldo;
ma non apparterrai a nessuno
e nessuno potrà giudicarti.
Sarai amica,
compagna,
confidente,
dolce amante.
Sarai fonte di piacere,
per anime nobili,
forse Pulcinella
per nobili caproni.
E quando l'infamia,
la lussuria
ed il falso
torneranno al padre,
tu tornerai mia,
sola e semplice
poesia.

GIUSEPE IANNARELLI

domenica 4 gennaio 2009



INCANTESIMO

Quest'opera digitale da me creata, ritrae al suo iterno un'opera dello scultore NICOL A IANNARELLI. Opera eseguita dallo scultore , rapprsenta un demone, l'opera è stata eseguita a mano su pietra arenaria di Colobraro, la stessa fa parte di una collezione personale del mestro scultore



FAVOLA DI NATALE

"Graffiti"



FAVOLA DI NATALE 3D


FAVOLA DI NATALE


POESIA DI LUCI


MAGIA DEL NATALE

NATIVITA'

NATALE BAROCCO
FAVOLA DI NATALE
"Carboncino"
PULECENELLA E A NATIVITA’

È nato nu criaturo,
dint’ a na grotta scura,
appicciata stanotte da na luce e stelle.
Ed io ca sò Pulecenella,
nun capisc sta maggia,
stann tutte insieme affannat,
o munn hann arrivutat,
ma che de? Ma che succede!,
mang fuss nato o figlie do rrè.
Certi ccose nunne capisc,
tanta ammuina pi nu criaturo,
ma facitemo vverè,
faciteme passà, aggia guardà!
To e guard’alla, quand’è bell,
e quand’è piccerillo,
sta tutto spugliat,
dint’ a nu spurtone e paglia,
e tiene na luce int’ a l’uocchie,
na luce ca m’appicciat o core.
To e gurd’alla , mo me guarda,
me guarda e sa rire,
e stu sorrise m’arrassumiglia a nu canto,
e a voce degli angeli che fanno il coro.
Ci stanno a mamma e o pate,
e pure loro, o guardano incantati,
e cchiù arret ci sta o ciuccio
e pure un bue,
cu nu respiro affannato,
o riscaldano stu criaturo arraffreddato.
Certo non sarà nu rrè,
ma stanotte, davanti a stu piccerillo,
io mi sento nu grand’ommo,
non tenghe cchiù famma,
non tenghe fridde,
non tenghe paura da gente,
de mmazzate, di sto munno e nfamità,
quase quase me sento d’essere pure io n’ommo,
sti veste e Pulecenella mi vulesse caccià,
però u criaturo me guarde e sa rire,
io st’affronto n’unno pozzo fa,
sta maschera ma tengo nato poco,
e viste maie ca fusse nu personaggio importante,
magari in incognito,
sicuramente mà riconosciuto,
del resto, chi nunn’ò cconosce a Pulecenella.
Comunque stò felice, miezz a tutta stà gente,
ca te portano tanti doni,
i nun tengo niente, e tu me regalato nu sorriso,
e stu core mo se chiagne e felicità,
mo ciò dico a tutti, di sicuro non sei un rè,
ma pè me tu vali chiù assaie,
fuss parente a San Gennaro?.

Giuseppe Iannarelli

PULCINELLA E LA NATIVITA’
È nato un bambino,
dentro una grotta scura,
accesa questa notte da una luce di stelle.
Ed io che sono Pulcinella,
non capisco questa magia,
stanno tutti insieme affannati,
il mondo hanno messo sotto sopra,
ma che cosa è?, cosa succede?,
neanche fosse nato il figlio del rè.
Certe cose non le capisco,
tanto casino per un bambino,
ma fatemelo vedere.
Fatemi passare, devo guardare!
Ma guarda, quanto è bello,
e quant’è piccolo,
e tutto nudo,
dentro una cesta di paglia,
e ha una luce negli occhi,
una luce che mi ha acceso il cuore.
Ma guarda, adesso mi guarda,
mi guarda e ride,
e questo sorriso assomiglia ad un canto,
e la voce degli angeli che fanno il coro.
Ci sono la madre ed il padre,
anche loro, lo guardano incantati,
dietro c’è un asino,
ed anche un bue,
con un respiro affannato,
riscaldano questo bambino infreddolito.
Certo non sarà un rè,
ma questa notte, davanti a questo piccolo,
io mi sento un grand’uomo,
non ho più fame,
non ho freddo,
non ho paura della gente,
delle botte, di questo mondo infame,
quasi quasi mi sento pure io un uomo,
questi abiti da Pulcinella me li vorrei togliere,
però il bambino mi guarda e ride,
quest’affronto non glielo posso fare,
questa maschera la tengo ancora un poco,
hai visto mai che si tratta di un personaggio importante,
magari in incognito,
sicuramente mi ha riconosciuto,
del resto, chi non lo conosce Pulcinella?.
Comunque sono contento, immezzo a tutta questa gente,
che ti porta doni,
io non ho niente, e tu mi hai regalato un sorriso,
e questo cuore adesso piange di gioia,
voglio dirlo a tutti, di sicuro non sei un rè,
però per me vali molto di più,
per caso sei parente di San Gennaro?

Giuseppe Iannarelli